alfonso
Mi ha conquistata, prima con i suoi testi, poi con la sua voce e infine -last but not least- con la sua disarmante bellezza -tipo che, se un giorno diventassi improvvisamente lesbica, saprei già di chi innamorarmi.-
Quando ho saputo che sarebbe uscito il suo libro, sono stata contentissima, chi la segue e ama il suo modo di scrivere credo abbia avuto la mia stessa reazione; lei stessa in una delle tante interviste, ha definito questo libro "la sua canzone più lunga", e lo è. Ha una scrittura scorrevole, quasi musicale, è una lettura che non stanca, che ti accompagna dalla prima all'ultima pagina.
La protagonista di questo romanzo è Anita, una giovane donna, redattrice di una rivista di moda, moglie di Jacopo, inquieta, infelice della sua vita coniugale, indecisa ma determinata, un pò egoista e ingorda, forse insicura e anche autolesionista... questa e altre mille versioni di sè stessa -le sue mille me, come le descrive lei.-
La storia inizia in un momento in cui le cose tra Anita e Jacopo non vanno bene, sono ad un punto della loro vita in cui vogliono cose diverse, e sono entrambi soffocati in un rapporto che non riconoscono più, anche se ognuno di loro affronta la cosa in modo diverso. Jacopo dà alla sua compagna tutto lo spazio e l'aria di cui necessita, con la speranza che magari lasciandola libera possa un giorno ritornare da lui, Anita invece, incapace di prendere una decisione, affronta i problemi ignorandoli, e creandone altrettanti, lasciandosi coinvolgere in nuovi incontri -prima con Filippo e poi con Flavio- che la porteranno solo a complicare ancora di più le cose.
Mi ci sono rivista immediatamente nella protagonista, siamo -uso il plurale perchè mi ci metto anch'io- quelle classiche persone che mettono la polvere sotto al tappeto, ignoriamo le cose che conosciamo troppo bene, perchè affrontarle ci fà troppa paura. Preferiamo fingere che non esistano, "se non ti vedo non esisti".
"le situazioni emotivamente scomode a volte mi suscitavano un bisogno incontrollato di tentare la fuga"
Mi ci sono rivista talmente tanto, -che è una vita che non affronto i miei problemi, io- che ad un certo punto mi sono spaventata, perchè non mi ero mai vista da fuori, e se all'inizio provavo una sorta di compassione nei confronti della protagonista, alla fine ho finito per non sopportarla più, perchè le persone che non riescono a prendere una decisione alla lunga scocciano, che alla fine una scelta bisogna farla, e sarebbe pure meglio farla, altrimenti sarà la vita a scegliere per noi, e potrebbe pure andarci male -come è successo alla sottoscritta, non una, ma diverse volte.-
Le persone come Anita, -e come me- sono anche autolesioniste, perchè hanno la piena consapevolezza che quello che fanno è farsi del male, sono pienamente coscienti che la fuga non è la soluzione ma se non si schiantano contro un muro più e più volte non sono contente. Non capiscono che le indecisioni non sono altro che tempo perso.
"pur di non andare a fondo nelle situazioni scomode, volti pagina"
Alla fine quindi, scorrendo le pagine della storia, Anita capisce che ha bisogno di trovare un certo equilibrio nella sua vita, che senza di quello continuerà imperterrita a sbagliare, e a ricadere sempre negli stessi errori, e per farlo dovrà fare i conti con un passato ancora dolorosissimo per imparare a prendersi cura di sè.
Anche se il romanzo mi è piaciuto dal punto di vista stilistico,mi ha lasciato un pò con l'amaro in bocca verso la fine, avrei preferito in un finale più concludente, chiarificatore. I finali mezzi aperti mi spiazzano sempre. Complici forse anche le recensioni su internet, che parlavano di un "viaggio" dentro se stessa, -e in effetti non posso negarlo, lo è-, ma alla fine, nel cloù della storia, è come se lasciasse qualcosa di non detto, o forse io non sono stata brava a coglierlo.
Cioè, si arriva a scoprire l'origine del problema ma poi la soluzione non c'è. E a me quella sarebbe interessata parecchio!!!
Cioè, si arriva a scoprire l'origine del problema ma poi la soluzione non c'è. E a me quella sarebbe interessata parecchio!!!
Tutto sommato però, ripeto, lo consiglio, sopratutto se lo stile di Levante vi piace, perchè la lettura è davvero piacevole e scorre senza intoppi, e magari la vostra interpretazione sarà sicuramente diversa dalla mia.
E' che io faccio sempre l'errore di leggere i libri, non per il gusto di leggerli, ma per cercare risposte nelle storie degli altri, e forse anch'io come la protagonista, dovrei cominciare a trovare un equilibrio mio, invece di scappare e rifugiarmi nelle storie altrui.
◆
{SF}
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